Testimonianze pubblicate
427

Uscire dall’incubo

M.S. (Campania)

La mia storia inizia circa dodici anni fa, quando in occasione di esami di routine, consigliati dal medico curante, scopro ahimè di aver contratto l’infezione da HCV.

La mia vita da quel giorno è cambiata e, negli anni, ho sempre rifiutato ostinatamente di curarmi, seppure spinto dai miei familiari. Forse per poca pazienza o, a dir la verità, per paura di terapie con effetti collaterali che avrebbero in qualche modo ostacolato i miei numerosi impegni lavorativi.

Circa sette mesi fa decido di rivolgermi ad uno dei centri di riferimento campani: l’ambulatorio di epatologia dell’AOU Federico II di Napoli.

Un po’ di amici me ne avevano parlato bene, ho deciso quindi di sottopormi a visita ambulatoriale. Dal primo giorno sono rimasto piacevolmente colpito dal “clima giovane” dell’ospedale, polo universitario, e dalla cordialità e gentilezza dell’equipe del Prof. N. Caporaso e della Prof.ssa F. Morisco.

Su loro indicazione mi sottopongo ad esami diagnostici; mi parlano di un’epatite un po’ “invecchiata” ma nello stesso tempo mi comunicano di essere il candidato ideale alla nuova terapia antivirale, da loro in sperimentazione, capace di aumentare le mie possibilità di guarigione.

Sono un uomo di 66 anni e sottolineo la mia età perché credo non sia elemento secondario nella scelta di sottopormi alla nuova terapia. Eppure decido di curarmi.

Il farmaco che mi viene proposto si chiama Telaprevir.

Prima di iniziare mi viene consegnato un opuscolo ed anch’io navigo un po’ in internet per trarne qualche informazione in più. Si tratta di sei compresse al giorno a cui si aggiungono altre cinque di ribavirina, oltre la fiala di interferone settimanale. Potrete capire la mia perplessità e soprattutto la paura di trovarmi difronte qualcosa a me sconosciuto.

Eppure ho deciso di scendere in campo e di combattere la “mia” battaglia.

Mi sento sicuro: ho il numero di cellulare di tutti i miei medici ed anche dei professori che posso chiamare 24h su 24 per comunicare qualunque problema ed inoltre vengo sottoposto periodicamente a scrupolose visite ambulatoriali.

Allo stato attuale ho finito il Telaprevir che, a dir la verità, non mi ha dato grossi problemi. L’unica cosa che ho lamentato è stata la riaccensione di disturbi emorroidari già presenti in precedenza ma prima di iniziare la terapia antivirale silenti. L’equipe che mi ha seguito mi ha affidato alle cure di un proctologo dedicato (specialista in colon, retto, ano) che mi ha indicato una terapia con lenitivi con totale risoluzione dei disagi che accusavo.

Continuo ancora interferone e ribavirina e ho negativizzato il virus già dopo quattro settimane. Sono felice e speranzoso e mi sembra pian piano di uscire da un incubo.

M.S. (Campania)