Testimonianze pubblicate
427

4 terapie fallite. Ora ce la sto facendo

Carla M. (Lazio)

Mi chiamo Carla, ho 64 anni e scrivo da Roma. Ho scoperto l’epatite C nel 1997, perché ero consapevole di aver avuto una trasfusione nel 1981 e immediata epatite acuta post trasfusionale, ma all’epoca l’epatite C non si conosceva ed io credevo di essere guarita. Mi recai dal medico di famiglia il quale, una volta accertato che avevo transaminasi alte e un po’ di anemia, mi ha sottoposto a una serie di analisi e in quella occasione scoprii la malattia.

Da quel momento iniziai ad informarmi in quale struttura potevo recarmi per capire meglio la gravità dell’epatite. Abitando a Roma Nord scoprii che esisteva un ottimo centro di epatologia all’Ospedale San Filippo Neri, dove tutt’ora vengo seguita dallo staff del Prof. Koch, con l’aiuto della Dottoressa Moretti, dottori veramente competenti e gentili.

I medici mi fecero fare subito gli esami di approfondimento e una biopsia epatica. Successivamente mi proposero la prima terapia di interferone, e andai po’ in crisi, non tanto per la scoperta della malattia, ma per i timori legati alla terapia. Ho iniziato la mia prima terapia nel 1998 solo con interferone, e scoprii che le mie paure erano infondate, in quanto accusai pochi effetti collaterali. Purtroppo il trattamento si rivelò inefficace non solo a questo ma anche al secondo ciclo di terapia a cui fu abbinata la ribavirina.

Considerata la gravità della malattia, i medici mi hanno proposto una terzo ciclo di trattamento con interferone peghilato e ribavirina, durante il quale diventata negativa intorno al settimo mese, ma dopo la fine della terapia il virus si è riattivato. Alla quarta terapia ho dovuto sospendere perché non negativizzavo e non stavo bene perché ho avuto problemi di bronchite e stanchezza pesante.

Personalmente non ho perso mai fiducia nella ricerca e nei medici che mi seguono i quali, ad Aprile 2012, mi hanno proposto la triplice terapia, con l’aggiunta del nuovo inibitore Boceprevir. Ho quindi iniziato questa nuova avventura per tentare di guarire da questa malattia, per scongiurare le complicanze più serie.

Come da programma terapeutico ho iniziato la terapia con solo interferone e ribavirina per 4 settimane. La quantità virale è scesa da 5.000.000 unità a circa 20.000 unità. Alla quarta settimana mi hanno aggiunto il nuovo farmaco e dopo solo 4 settimane di triplice terapia ho negativizzato il virus. Ho fatto salti di gioia perché era la prima volta che vedevo il virus negativo dall’inizio della cura e questo mi sta facendo ben sperare per l’obiettivo finale, ovvero la guarigione definitiva da questa malattia.

Devo ammettere che questa terapia mi sta portando maggiori effetti collaterali rispetto alla duplice terapia, ma non mi abbatto e vado avanti perché finalmente ho riscontrato ottimi risultati da subito. Sebbene mi sento molto stanca, continuo a svolgere il mio ruolo di mamma e di nonna, e seguo i miei tre figli e un nipote, mi reco anche tre volte a settimana presso l’Associazione i Delfini dove svolgo la mia attività di volontariato per i danneggiati da trasfusione come me, e continuo i miei corsi di pittura e ceramica.

Non ho più il virus da fine Giugno, sono contentissima e sento che questa è la volta buona e che guarirò dall’epatite C. E penso che valga sempre la pena provare a guarire.

Spero che questa mia testimonianza vi dia coraggio e speranza a tutti.

Carla M. (Lazio)