Testimonianze pubblicate
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Storia di una guarigione

C. N. (Toscana)

Nell’anno 1993 a seguito di analisi di laboratorio per check-up di routine prescritti dal mio medico di fiducia (che avevo appena preso quale medico curante a seguito del pensionamento del mio precedente medico), mi sono accorto di avere contratto il virus dell’epatite C. L’epatite non mi dava sintomi di alcun tipo, se non le transaminasi oltre i normali livelli, anche se di poco.
È emerso che le malattia molto verosimilmente era stata contratta a seguito di una trasfusione di sangue che avevo avuto a seguito di una operazione resasi necessaria nell’anno 1967 a causa di lesioni interne provocate da un incidente stradale ed eseguita all’Ospedale di Livorno (ho ottenuto per questo l’indennizzo dato attraverso la legge ex 210).
Attraverso un amico, sono stato indirizzato al Policlinico Sant’Orsola di Bologna al Reparto Nuove Patologie dove operava il Dott. Giuseppe Mazzella (oggi opera come Professore).
Dopo aver eseguito la biopsia che confermava il referto e individuava anche il genotipo (Ib), il Dott. Mazzella mi prescriveva il trattamento con Interferone (una fiala a giorni alterni lunedì, mercoledì e venerdì) e con Ribavirina (che però non fu disponibile) per la durata di un anno (si parla del periodo estate ’93- estate ’94).
Durante il trattamento le transaminasi cominciarono ad abbassarsi e a tornare a livelli normali.
Al termine del trattamento però il virus risultava ancora presente.
Continuai con i controlli trimestrali di esami del sangue e ecografici semestrali fino al 1997 quando il Prof. Mazzella mi sollecitò a tentare nuovamente un nuovo ciclo per un anno, ancora con interferone tre volte a settimana, ribavirina e altri farmaci di cui non ricordo il nome.
Anche questa volta però l’esito fu negativo, il virus non fu debellato.
Sono rimasto in controllo continuo con esami del sangue (le transaminasi non sono mai state di molto superiori ai limiti) ed ecografici fino al 2007, quando a seguito della scoperta di due noduli al fegato (analizzati attraverso tac e risonanza con mezzo di contrasto che escludevano origini tumorali ma non analizzati attraverso biopsia ecoguidata perché non raggiungibili) il Prof. Mazzella mi propose nuovamente un ciclo di un anno con interferone peghilato e ribavirina per cercare di debellare il virus.
Mi sono quindi sottoposto a questo nuovo ciclo e al termine finalmente il virus è sparito.
Ho continuato i controlli dal Prof. Mazzella con esami del sangue ed ecografici semestrali fino ad oggi, ricevendo dal Professore la possibilità già da un anno ad effettuare un solo controllo ecografico all’anno, visto che anche i due noduli (molto probabilmente di rigenerazione) non sono quasi più visibili.
Questa mia storia voglia essere una testimonianza a perseverare con le cure a chi oggi si trova a combattere con questo virus, considerando che i farmaci presenti oggi sul mercato sono molto più efficaci di quelli che ho utilizzato io.
Un saluto ed un augurio a tutti.

C. N. (Toscana)