Testimonianze pubblicate
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Sconfitta l'epatite prima del trapianto

Francesco La Mendola (Sicilia)

Ho vissuto insieme al virus dell'epatite c dal 1989, quando avevo appena 20 anni; all'epoca, quando mi fu diagnosticata, non diedi tanto peso alla cosa: giovane e pieno di vitalità, mi fidanzai e sposai nel 1991 ad appena 22 anni.
Nello stesso anno nacque la mia prima bambina e nel 1993 la seconda.
Lavoravo con serenità, crescevo le mie due bambine e non mi preoccupavo più di tanto della malattia.

Nel 1996, grazie al Professore Antonio Craxì del Policlinico di Palermo, feci il primo tentativo per debellare il virus con il solo interferone alfa, ma la terapia si rivelò inefficace (sei mesi di punture a giorni alterni con i conseguenti effetti collaterali - un incubo).
Nel 2005, anno di nascita del mio terzo figlio, con fegato fibrotico secondo tentativo con interferone beta anch'esso rivelatosi inefficace.

Con il passare del tempo il fegato era sempre più malandato fino alla cirrosi con le conseguenti varici esofagee.
Passava il tempo tra i controlli routinari, esami del sangue, tac, risonanze magnetiche, gastroscopie, ecografie ecc. fino al 2012 quando mi è stato riscontrato un epatocarcinoma. Termoablazione, TACE o resezione epatica? Questo era il dubbio del medici.

Dal Policlinico vengo indirizzato all'ISMETT di Palermo dove programmano la TACE, ma prima bisogna eseguire la legatura delle varici esofagee.
Effettuata la legatura della varici esofagee e la TACE e prima di essere inserito in lista d'attesa per il trapianto, mi viene proposto di fare nuovamente la terapia antivirale con l'interferone di ultima generazione e la ribavirina.
Ovviamente accettai, l'idea di un trapianto con un fegato sano e la reinfezione dello stesso, dopo averci convissuto per quasi 30 anni, era l'incubo peggiore; neanche il trapianto mi spaventava così tanto quanto il virus.

Fatta la terapia (anche questa con effetti collaterali devastanti), finalmente il virus viene debellato, ma il fegato già compromesso non poteva accompagnarmi per il resto della vita.
Finalmente ad agosto del 2014 all'età di 46 anni vengo trapiantato con successo.


Come previsto, il nuovo fegato non ha subito il contagio del virus ed oggi a 50 anni faccio una vita regolare, senza limitazioni, nuoto, bici, corsa, pesca subacquea; a volte dimentico di essere trapiantato, la cicatrice e un laparocele sono lì a ricordarmelo.
Non finirò mai di ringraziare la famiglia del donatore e l'ISMETT per avermi ridato la vita.

A quanti portatori di epatite C voglio dare un suggerimento: oggi esistono nuova terapie meno devastanti e più efficaci di quelle provate da me, curatevi.

Francesco La Mendola (Sicilia)