Testimonianze pubblicate
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EPATITE C: Adesso solo un ricordo chiuso in un cassetto

Carmelino Ettore Fazio (Calabria)

Ho scoperto di avere l'epatite c nel luglio del 2010 e, come tante altre persone, solo per puro caso attraverso un normale controllo, un check-up generale, poiché avvertivo alcuni sintomi strani. Dalle analisi del sangue risultò che ero hcv positivo. Diciamo che prima di questo anno stavo discretamente bene in salute, senza particolari problemi. Che io possa stabilire con estrema certezza quando sono venuto a contatto col virus è come fare un treno al lotto, potrei però presumerlo e col senno di poi sarei propenso a credere a ciò che mi capitò nel 2006.Ebbi uno spiacevole incidente, scivolai a terra e caddi col mento sul pavimento, procurandomi una ferita vistosa da cui usciva un bel di sangue. Mi curarono all'ospedale e mi fecero un'iniezione antitetanica.

Col passare del tempo sentivo poco a poco una stanchezza inspiegabile che prima di allora non ho mai avuto. Nel 2007 feci le analisi del sangue le ho ripetute nel 2008.In quest'ultimo anno il dottore di base notò che le transaminasi erano salite alle stelle, mentre in quello precedente erano un fuori dalla norma ma non di tanto. Così mi invitò a farmi visitare da uno specialista. E qui fu il mio sbaglio, non seguii il suo consiglio, un po' perché ero a quell'epoca ignaro di cosa fosse l'epatite c, un po' perché preso dai vari problemi quotidiani e poi perché stavo bene in salute e non avvertivo ancora qualche problema fisico rilevante.

Ebbene…dopo il 2008 pian piano cominciai ad avvertire alcuni sintomi strani che, col passare del tempo, diventavano sempre più insistenti. Avevo quasi spesso dei brevi momenti in cui mi si bloccava il respiro e, anche volendo, mi mancava la forza di parlare. Erano momenti brutti e di paura, duravano una manciata di secondi e poi ridiventava tutto normale. Fu così che nel 2010 questa problematica era diventata sempre più incessante, ragion per cui molto preoccupato decisi di fare un check-up generale e risultò la mia positività al virus.

Mi fu proposta una terapia di 48 settimane per genotipo1b con interferone +5 compresse di ribavirina. Il valore del fibroscan però era buono:4,80 kpa, almeno per questo ho tirato un sospiro di sollievo.

Iniziai la terapia il 23 settembre 2010, all'inizio rimasi molto spaventato, ebbi una febbre altissima con punte anche di 40 gradi, febbre che durò così per una decina di giorni. Mi sembrava di impazzire, fui preso dallo sconforto e nella mia mente cominciò a balenare l'idea di abbandonare la terapia, sconfortato soprattutto dal fatto che era una terapia lunghissima, dall'esito insicuro e dal susseguirsi di probabilissimi effetti collaterali. Continuai la terapia con molta fatica, in questo lungo arco di tempo ebbi un bel po’ di effetti collaterali come problemi di dermatite, agli occhi, ai denti e, soprattutto, era quasi sempre presente una stanchezza continua.

Arrivai così dopo tanti stenti al primo controllo RNA, la carica virale da 3.500.000 copie di inizio terapia scese a 1.780.000, questo i ha un po' confortato, era il segno che la terapia stava funzionando. Al controllo della viremia del terzo mese ci fu la svolta, urlai di gioia dentro di me; la dottoressa mi sorrise come se fosse contenta di aver fatto bene il suo lavoro, e mi annunciò la lieta notizia: NEGATIVO.

Mi sentii rinascere ed, in effetti, quello stato di sofferenza fisica ma anche psichica di prima piano piano stava scomparendo: ciò ha significato che la non più presenza del virus portava di conseguenza un sacco di giovamento e benefici.

Crebbe in me così di più la fiducia nella terapia che continuai sempre più fiducioso e convinto. Terminai questo lungo percorso terapeutico il 24 agosto 2011, mi sentii liberato, rinfrancato, certo stanco dopo una lunga e sfibrante battaglia, ma soprattutto contento di essere libero da un virus che sarebbe potuto essere pericoloso e dannoso per la salute. Nei vari futuri controlli di RNA sono sempre risultato negativo, la steatosi epatica riscontrata durante e anche dopo la terapia è pure scomparsa, ciò per cui sono rimasto contento e soddisfatto. Ora in me resta un ricordo, solo un ricordo di questa esperienza con hcv e la relativa terapia, un ricordo positivo e negativo allo stesso tempo. Negativo poiché la terapia antiepatite c è stata veramente dura ne sono uscito molto provato; negativo perché la terapia è stata fruttuosa ed ha arricchito la vita di nuove e sconosciute esperienze, di nuovi contenuti, ed ha irrobustito il carattere e ad essere sempre più tenace e stoico nelle sofferenze. Ma altresì durante la terapia, frequentando il forum di Epac ho avuto modo di conoscere molte persone che mi hanno molto sostenuto ed aiutato, ma alle quali ho anche dato.

Ho fatto la terapia in Germania, a Mainz, presso un centro specializzato di gastroenterologia

Carmelino Ettore Fazio (Calabria)